Glossario

 

SENZA SBIANCANTI OTTICI

Gli sbiancanti ottici (detti anche “candeggianti ottici“) sono sostanze, che danno ai tessuti una luminosità che altrimenti non avrebbero, contrastando così in apparenza la naturale tendenza del cotone a ingrigire, lavaggio dopo lavaggio. Coprono con un “falso bianco” anche alcuni tipi di macchie, facendo sembrare pulito ciò che non è. Passati un paio di mesi, infatti la loro efficacia svanisce e i tessuti ritornano a essere grigio-giallognoli e macchiati.

Numerosi studi hanno associato l’insorgenza di eczemi e dermatosi con l’uso indiscriminato degli sbiancanti ottici. L’esposizione della pelle alla luce solare, dopo il contatto con queste sostanze, favorisce la comparsa di dermatosi. (Osmundsen, 1969) (Rowe, 2006).

In base al Reg. CE 648/2004 è obbligatorio riportare in etichetta la presenza di sbiancanti ottici nei detersivi e che sono sostanze che vengono introdotte nei detersivi per puri motivi estetici.

Il materiale di scarto dai vestiti che vengono lavati con un detersivo contenente sbiancanti ottici entra nel sistema fognario. Le particelle che non sono rimosse durante il processo di trattamento dell'acqua entrano laghi e flussi (Kramer, Canonica, & Jürg, 1996) (Poiger, Field, Field, Siegrist, & Giger, 1998) e quelli che non vengono degradati con l'esposizione al sole diretto inquinano l'acqua in quanto non biodegradabili. (Canonica & Kramer, 1997).

Inoltre, gli sbiancanti ottici possono essere tossici per alcune alghe e piccoli pesci e può anche bioaccumularsi nei pesci più grandi. (Sturm & Williams, 1975).

BIBLIOGRAFIA:

  1. Osmundsen P E. Contact dermatitis due to an optical whitener in washing products. British Journal of Dermatology 1969: 81: 799-803.
  2. Rowe H D. Detergents, clothing and the consumer with sensitive skin. International Journal of Consumer Studies 2006: 30: 369-377.
  3. Kramer J B, Canonica S, Hoigne J, Kaschig J. Degradation of Fluorescent Whitening Agents in Sunlit Natural Waters. Environmental Science & Technology 1996: 30: 2227-2234.
  4. Poiger T, Field J A, Field T M, Siegrist H, Giger W. Behavior of fluorescent whitening agents during sewage treatment. Water Research 1998: 32: 1939-1947.
  5. Canonica S, Kramer J B, Reiss D, Gygax H. Photoisomerization Kinetics of Stilbene-Type Fluorescent Whitening Agents. Environmental Science & Technology 1997: 31: 1754-1760.
  6. Sturm R N, Williams K E, Macek K J. Fluorescent whitening agents: Acute fish toxicity and accumulation studies. Water Research 1975: 9: 211-219.

SENZA FOSFATI

I fosfati sono sostanze molto usate nei detergenti per permettere un lavaggio efficace anche in caso di acqua dura (con tanto calcare).

I fosfati sono pericolosi e inquinano: a ogni scarico si sciolgono nell’acqua del lavaggio finendo nelle fogne e poi nell’acqua di fiumi e mari dove favoriscono la crescita di alghe (eutrofizzazione) (Khan & Ansari, 2005). Le alghe sottraggono ossigeno ai pesci e agli altri organismi acquatici, favorendo così la loro morte e una progressiva diminuzione della flora acquatica. (Correll, 1998).

BIBLIOGRAFIA :

  1. Khan Fareed A., Ansari Abid Ali Eutrophication: An ecological vision. The Botanical Review 2005: 71: 449-482.
  2. Correll, D.L. The role of phosphorus in the eutrophication of receiving waters: a review. Journal of Environmental Quality 1998: 27: 261-266.

SENZA PROFUMI SINTETICI

I profumi sintetici sono sostanze che vengono aggiunte ai prodotti per attribuire un gradevole “odore di pulito” e mascherare le eventuali esalazioni meno gradevoli dei tensioattivi. Non hanno una funzione fondamentale ai fini dell’efficacia del prodotto, alcuni sono causa di danni ecologici, allergie e dermatiti da contatto nei bambini (Pigatto, Martelli, Marsili, & Fiocchi, 2010).

BIBLIOGRAFIA

  1. Pigatto P., Martelli A., Marsili C., Fiocchi A. Contact dermatitis in children. Italian Journal of Pediatrics 2010: 36: 2.

SENZA COLORANTI

I coloranti vengono solitamente aggiunti per rendere il prodotto più accattivante alla vista ma non svolgono alcuna funzione di detergenza e, vista anche la loro dubbia sicurezza sotto il profilo tossicologico, i detergenti Sitarclean sono stati formulati senza aggiunta di coloranti.


SENZA ENZIMI

Gli enzimi sono i catalizzatori dei sistemi biologici, il loro ruolo consiste nel velocizzare la degradazione di proteine, lipidi e carboidrati che compongono le macchie.

Gli enzimi che ritroviamo nei detersivi sono gli stessi che il nostro corpo utilizza per digerire gli alimenti (amiIasi e proteasi), con la differenza che invece di essere prodotti dall'organismo, sono ottenuti in laboratorio da colture cellulari di batteri modificati geneticamente (Ogm). Per il loro potenziale effetto allergico e di attacco alle mucose umane, Sitar srl per i suoi biodetergenti Sitarclean ha deciso di non inserirli nelle formulazioni.


MATERIE PRIME BIODEGRADABILI

La biodegradabilità è la capacità delle sostanze che compongono il detersivo di degradarsi senza lasciare residui tossici. Ecco perché è molto importante far si che la percentuale di biodegradabilità su qualsiasi detersivo, sapone, o detergente non sia mai inferiore al 90%.


TENSIOATTIVI DI ORIGINE VEGETALE

Sono i principali ingredienti dei detersivi e svolgono un ruolo importante nelle attività di rimozione dello sporco. Nei biodetergenti Sitarclean sono presenti solamente tensioattivi di origine vegetale altamente biodegradabili. Non sono inoltre stati effettuati TEST sugli animali per sviluppare i prodotti.


SENZA SLS E SLES

Il sodium lauryl sulfate (SLS) e il sodium laureth sulfate (SLES) sono tensioattivi largamente impiegati nei detergenti ma risultano piuttosto irritanti e aggressivi (Lee, Kim, Han, & Park, 2004), inoltre possono in fase di produzione generare il sottoprodotto 1,4 diossano. (Nava, 2014)

BIBLIOGRAFIA:

  1. Lee C.H., Kim H.W., Han H.J., Park C.W. A Comparison Study of Nonanoic Acid and Sodium Lauryl Sulfate in Skin Irritation. Exogenous Dermatology 2004: 3: 19 – 25.
  2. Nava M. 1.4 dioxane and cosmetics. H&PC Today 2014: 9: 48-50

1,4 DIOSSANO

L’1,4 diossano è un sottoprodotto che si forma in fase di produzione di tensioattivi e sostanze etossilate, presenti nei prodotti per la detergenza, che aiutano a rimuovere i grassi.

Non essendo una materia prima non lo si ritrova mai indicato tra gli ingredienti della formula.

È un potenziale irritante per gli occhi e le vie respiratorie, è sospettato di causare danni al sistema nervoso centrale e provocare danni renali. È un sospetto cancerogeno.

Inoltre è dannoso anche per l’ambiente poiché forma pennacchi (plume) di contaminazione nelle acque sotterranee quando viene rilasciato in natura. (Anderson, Anderson, & Bower, 2012)

BIBLIOGRAFIA:

  1. Anderson RH, Anderson JK, Bower PA. Co-occurrence of 1,4-dioxane with trichloroethylene in chlorinated solvent groundwater plumes at US Air Force installations: Fact or fiction. Integrated Environmental Assessment and Management 2012: 8: 731-737

DERIVATI PETROLCHIMICI

Sono tensioattivi etossilati o derivati dal petrolio, aggressivi e irritanti.


SENZA AMMONIACA

L'ammoniaca si presenta come un gas incolore, tossico e dall'odore caratteristico molto forte e pungente e a causa del suo caratteristico e persistente odore, può provocare, se intensamente inalata, irritazione delle vie respiratorie e asfissia. (Sundblad BM, et al., 2004).

È irritante anche per contatto con gli occhi e può causare ulcerazioni. È tossica se ingerita.

BIBLIOGRAFIA:

  1. Sundblad BM, Larsson BM, Acevedo F, Ernstgård L, Johanson G, Larsson K, Palmberg L. Acute respiratory effects of exposure to ammonia on healthy persons. Scandinavian Journal of Work, Environment & Health 2004: 30:313-321.

SENZA SODA CAUSTICA (idrossido di sodio)

È un ottimo disincrostante ed è quindi indicato per la pulizia di barbecue, forni, fornelli, pavimenti bistecchiere e cappe.

La sua pericolosità è collegata all'elevato potere corrosivo, con gravi danni agli organi e agli apparati esposti, e conseguente possibile collasso respiratorio o cardiocircolatorio. (Martins Mamede & de Mello Filho, 2001).

Sintomi per sovraesposizione acuta:

  • Per ingestione: grave irritazione vie digerenti, bruciori, erosione mucose del tratto gastrointestinale;
  • Per inalazione: grave irritazione alle vie respiratorie con emorragie ed edemi a laringe e faringe;
  • Per contatto: ustioni e ulcerazioni.

BIBLIOGRAFIA:

  1. Martins Mamede R. C., de Mello Filho F. V. Ingestion of caustic substances and its complications. Sao Paulo Medical Journal 2001: 119: 10-15.

SENZA SOSTANZE CAUSTICHE

Una sostanza viene definita caustica o corrosiva quando distrugge o danneggia in maniera irreversibile un materiale con cui viene a contatto. Un esempio di sostanze caustiche sono la soda caustica, la calce viva, il potassio caustico.

I danni maggiori per la salute possono verificarsi in seguito a ingestione, inalazione, contatto con occhi, mucose, epidermide e derma. Il risultato è un'ustione chimica. Le conseguenze immediate dell’ingestione di sostanze caustiche non sono sempre mortali, ma spesso gravi e disabilitanti. (Schaffer & Hebert, 2000) (Ramasamy & Gumaste, 2003).

BIBLIOGRAFIA:

  1. Schaffer SB, Hebert AF. Caustic ingestion. The Journal of the Louisiana State Medical Society 2000: 152: 590-596.
  2. Ramasamy K, Gumaste VV. Corrosive ingestion in adults. Journal of Clinical Gastroenterology 2003: 37: 119-24.

LA NOSTRA FILOSOFIA

SITARCLEAN Biodetergenti è la gamma di prodotti creata per il bambino fin dai primi giorni di vita. È “la medicina naturale della casa e di tutta la famiglia”, perché igienizza e deterge in modo naturale e non aggressivo, nel rispetto di chi ha problemi di pelle sensibile e delicata, allergie ed asma.

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